A Lunardi e all’Officina Miniati i premi della Famiglia feltrina

FELTRE. Dalla fucina agli antichi mestieri passando per l'innovazione che sa mantenere le aziende a conduzione familiare sulla cresta dell'onda. La Famiglia Feltrina, con il patrocinio della Comunità montana, ha assegnato ieri il premio Feltre&Lavoro all'azienda Alberto e Andrea Lunardi di Pedavena, distributrice esclusiva della Rana molto prima che Giovanni, quello dei tortellini, diventasse uno degli emblemi del marketing della celluloide e all'Officina Antonio Miniati&Figli di Feltre che, con Romano e Silvana, portano avanti la tradizione della “fucina” contrapponendo la produzione artigianale, dove si coniugano ars e techné, all'anonimato dei pezzi da catena di montaggio. La presentazione delle due aziende che a fronte di una crisi local-globale, tengono alto il prodotto e non abbassano la guardia, come ha fatto presente il presidente di Famiglia Feltrina Gianmario Dal Molin, è stata affidata a Pierpaolo Faronato e a Gianni Slongo. È stato Faronato, direttore generale dell'Usl di Belluno, feltrino di nascita e per senso dell'appartenenza nonostante la brillante carriera nei quadri dirigenziali della sanità veneta, a focalizzare la storia della famiglia Lunardi, emigrata da Padova a Feltre con i capostipiti panificatori Bruna e Franco. Partiti dal pane a cassetta, quello per i toast burro e bovis che hanno contribuito a rendere famosa la Birreria Pedavena, ha detto Faronato nella presentazione, la ditta Lunardi con i figli Alberto e Andrea è diventata una potenza per la distribuzione dei prodotti Rana e per i latticini Nonno Nanni.
Altro esempio di quanto la coesione familiare abbia saputo produrre continuità e innovazione aziendale è l'officina Miniati. È partito dagli albori dell'officina e del suo capostipite Antonio che ha iniziato come tornitore, Gianni Slongo dirigente di Confagricoltura al quale è stata affidata la presentazione di questa singolare azienda. Si era negli anni prima del boom economico, quando si commissionavano 5 mila racchette da tennis e i pezzi di officina doveva essere realizzati, uno per uno, a mano. E si era negli anni in cui il piano Fanfani per la disoccupazione, al quale la generazione Miniati di quel tempo aveva aderito per cinquecento lire e un piatto di minestrone al giorno, dava il minimo garantito. Ma poi, più che tempi migliori, sono arrivate la creatività e il rinnovamento, al punto che «l'officina Miniati di Foen è diventata il ritrovo e il punto di riferimento di tutti gli agricoltori, una sorta di agorà».
Dopo un anno sabbatico in cui Famiglia Feltrina ha interrotto il Premio Beato Bernardino per evitare sovrapposizioni rispetto a iniziative analoghe, ieri è stato attribuito il riconoscimento al gruppo Agesci di Feltre, rappresentato dai capi-scout Narciso Masocco e Angela Cappellin con una suggestiva presentazione di Marco Perale. (l.m.)
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