Buzzo, lista alternativa con Bard e Lega

BELLUNO. Il 12 ottobre sarà competizione vera. È ormai ufficialmente fallito il tentativo di comporre una lista unica per la futura guida dell’ente Provincia. Ritenendosi escluse dalla trattativa in corso dall’inizio dell’estate, alcune forze politiche e un gruppo di amministratori hanno pensato di non lasciare nulla di intentato e di giocarsela contro la coalizione Pd-Fi. Lega Nord e Bard, insieme ad alcuni sindaci di collocazione trasversale, hanno quindi deciso di formare una seconda lista da presentare alle elezioni del consiglio e del presidente di Palazzo Piloni, lista che dovrebbe avere come candidato presidente di riferimento Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano di Cadore. In questo raggruppamento c’è anche una fetta di Partito democratico ed è proprio nel Pd che si sta registrando la frattura più grave, con alcuni esponenti storici pronti ad abbandonare il partito.
In prima fila c’è Maria Antonia Ciotti, sindaco di Pieve di Cadore, che avrebbe già restituito la tessera alla sede di via del Plebiscito; ma anche Renato Bressan si oppone alla linea prevalente nel partito, oltre al fatto che figure istituzionali di spicco fino a pochi anni fa, come Guido Trento, affermano di “preferire fare altro” già da molto tempo. I sintomi di una spaccatura politica ma anche territoriale erano evidenti da settimane e sono diventati chiari all’ultima riunione convocata dai “saggi”, quando i sindaci del Cadore hanno disertato in massa.
Per dirla tutta, anche tra i “saggi” e tra i sindaci disponibili alla lista unica sta crescendo lo scetticismo verso la gestione delle trattative da parte del Pd, al quale era stato chiesto di garantire l’unità della provincia a tutti i livelli.
Sotto accusa c’è il deputato del Pd Roger De Menech, che si era assunto la responsabilità favorire il dialogo ed evitare scissioni, anche rimettendo in discussione i nomi proposti per la presidenza (Malacarne e Buzzo), ma non ci è riuscito e le parole stizzite utilizzate nel suo comunicato stampa di ieri evidenziano quanto la situazione gli sia sfuggita di mano.
A questo punto la questione diventa difficile da gestire. Da una parte c’è il gruppo che ha deciso di creare una lista alternativa e che è determinato a perseguire questa strada; dall’altra parte ci sono i “saggi” che avevano già iniziato a formulare una lista di massima e ora si trovano con un’area geografica intera in fuga, cioè il Cadore.
La stessa Alessandra Buzzo, che non ha ancora sciolto i dubbi sulla candidatura alla presidenza per la lista alternativa, era già stata inserita nella lista dei “saggi”, oltre ad essere stata per molto tempo una dei candidati presidente ufficiale insieme a Vania Malacarne.
I nomi. Il riserbo è ai massimi livelli e molte caselle vanno ancora riempite, ma qualche nome è già in circolazione.
Nella lista “alternativa” ci sarebbero Maria Antonia Ciotti (Pieve di Cadore), Lino Paolo Fedon (Domegge), Marco Reato (Sovramonte), Moreno Broccon (presidente del Bard e consigliere comunale a Cesiomaggiore), e almeno un appartenente alla Lega Nord che ha indicato il sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin. Il candidato presidente (liste e presidenti si presentano separatamente) dovrebbe essere la Buzzo, ma non è definitivo. Questo raggruppamento, per la guida del Consorzio Bim, propone Ennio Vigne (Santa Giustina). Nel programma i punti sono cinque: piena autonomia della provincia che deve tornare ad essere elettiva; rapporti con i territori alpini vicini; ingresso nell’Euregio e visione europea sui temi fondamentali; sviluppo di agricoltura e turismo in parallelo e opere strategiche in ottica green, a partire dalla ferrovia con il completamento delle linee verso la Valsugana e Dobbiaco.
Tra i nomi che circolano per la lista “unitaria”, ci sono: Stefano Deon (Sedico), Roberto Padrin (Longarone), Daniela Larese Filon (Auronzo), Leandro Grones (Livinallongo), Dario Scopel (Seren), due sindaci dell’Alpago, un consigliere per Belluno (deciderà la conferenza dei capigruppo ) e uno per Feltre, ma anche Alessandra Buzzo. Il candidato presidente è Vania Malacarne (Lamon), il vicepresidente sarà del centrodestra e sempre da Fi arriva la candidatura di Mario Manfreda (Lozzo, lui ufficialmente sarebbe di centrosinistra) per il Consorzio Bim.
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