Sei mesi di lavori per gli impianti sulla Marmolada

Intervento da due milioni di euro, riapertura a novembre Previsti 18 cannoni per il distacco artificiale delle valanghe
Di Marco Ceci

Impianti (ri)aperti. Ma non prima di novembre. Serviranno almeno sei mesi di lavori, e circa 2 milioni di euro, per rivedere in funzione la seggiovia Capanna Bill-Passo Padon e la sciovia Arei 2, pesantemente danneggiate (assieme al rifugio Tabià Palazza) dall’enorme valanga che lo scorso 2 febbraio si staccò dal Laston di Serauta mettendo fuori uso uno dei principali collegamenti sciistico/turistici del comprensorio della Marmolada.

«I lavori sono partiti a inizio maggio», spiega Ilario De Vallier, capo-servizio della impianti Padon Spa, «con la rimozione della fune della seggiovia, lunga circa 5 chilometri per coprire in andata e in ritorno i circa due chilometri e mezzo della seggiovia Capanna Billa-Passo Padon. Contemporaneamente si è proceduto con la rimozione di uno dei due cavi e di quattro sostegni a cavalletto della sciovia Arei 2, lunga circa 900 metri. Tre di questi dovranno essere interamente sostituiti mentre uno sarà semplicemente riparato e rinforzato. Sono lavori complessi e che presentano tempi di realizzo piuttosto lunghi. La speranza è quella di riuscire ad ottenere il nulla osta di servizio per entrambi gli impianti entro la fine di novembre. La stagione estiva, come del resto ampiamente previsto, è persa».

Lavori sugli impianti (coperti da assicurazione) che, complessivamente, richiederanno un esborso tra i 700 e gli 800 mila euro. Il nuovo cavo della seggiovia, che ha un costo di listino di 180 mila euro, non sarà comunque pronto prima di tre mesi. «Lo realizzerà la ditta Radaelli di Milano, specializzata nel settore», spiega De Vallier, «ovviamente su misura. La fune, in acciaio, avrà un diametro di 44 millimetri, come la precedente», prosegue De Vallier. «A questo bisogna aggiungere la rimozione dei piloni 6 e 7 e la loro sostituzione con quelli nuovi, alti rispettivamente 12 e 10 metri, che verranno realizzati in una particolare lamiera di acciaio, con spessore raddoppiato rispetto a quelli precedenti: 12 millimetri invece di 6 millimetri. Per garantire una maggior stabilità degli stessi saranno realizzati ex novo anche i plinti di ancoraggio, più robusti e posizionati con maggior distanza tra loro. Questo per metterli al riparo dall’abituale punto di scarico delle slavine, che dovrebbero quindi passarci in mezzo. A giugno, invece, provvederemo a rimuovere e revisionare una ventina di rulliere della seggiovia, intervento che sarà eseguito dalla società Doppelmayr».

Ma, almeno in termini di costi, il grosso dell’intervento riguarderà la sicurezza del comprensorio della Marmolada, sotto il Passo Fedaia. Il nuovo progetto, infatti, prevede il posizionamento di 18 Obelix, esploditori a campana (rimovibili direttamente dall’elicottero e quindi anche a basso impatto ambientale) utilizzati per provocare il distacco artificiale delle valanghe. Costo: 1,3 milioni di euro (spesa in buona parte coperta, grazie al coinvolgimento del Comune di Rocca Pietore, da apposito finanziamento regionale). «Le campane verranno rimosse alla fine della stagione invernale, in modo da ridurre al minimo l’impatto ambientale nel comprensorio della Marmolada», ha concluso il capo-servizio della Padon. «Per quanto riguarda la seggiovia, invece, si parla necessariamente di intervento di adeguamento, in quanto l’intero impianto ha ancora due stagioni di vita tecnica e dopo quella scadenza bisognerà rivederlo nella sua interezza».

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