Bim Gsp, le banche non danno credito: via agli Hydrobond

L’assemblea ha approvato il bilancio di esercizio 2013 e ha premiato il lavoro di Giuseppe Vignato con 17 mila euro
Di Alessia Forzin

BELLUNO. Bim Gsp rivede la luce, ma le banche ancora non si fidano. Nonostante siano positivi i risultati del bilancio di esercizio 2013, rimane una certa difficoltà di accesso al credito.

Per dare liquidità alla società, Bim Gestione servizi pubblici ha deciso di emettere minibond per 5 milioni di euro e, da luglio, le obbligazioni saranno quotate in borsa. Ieri, durante l'assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2013, si è deciso di assegnare un premio di risultato all'amministratore unico Giuseppe Vignato di 17 mila euro; in chiusura, i sindaci hanno votato di istituire il “tavolo integrato per la trasparenza”.

I conti: cala il debito. Al 31 dicembre 2013 erano 68 i milioni di euro di debito di Bim Gsp. La riduzione di 17 milioni (rispetto al 31 dicembre 2012, quando la cifra era di 85 milioni) si deve a una serie di manovre: l'aumento della tariffa (-6 milioni di euro, da 30 a 24 milioni), l'operazione di trasferimento dei rami idroelettrico e gas a Bim Infrastrutture, la ristrutturazione della società, che ha fatto diminuire diversi costi: «Quello relativo al personale è diminuito di 348 mila euro», ha spiegato Vignato, «sono state dimezzate le consulenze tecniche e sono diminuite anche le spese legali». Si sono ridotti anche i debiti verso i Comuni (1,4 milioni) e verso i fornitori (1,6 milioni). Il miglioramento della situazione è stato evidenziato anche dal presidente del collegio sindacale De Poli, che ha però ricordato come resti tesa la situazione finanziaria: «I crediti da tariffa restano di importo rilevante, così come i debiti verso Comuni e fornitori. Inoltre i mutui fino al 2013 hanno beneficiato di una moratoria, nel 2014 si tornerà al regime normale e ci saranno maggiori rate da pagare».

Parte dei 6 milioni di cassa generati nel 2013, serviranno per coprire le rate. De Poli ha invitato a tenere alta l'attenzione. Il sindaco di Belluno Massaro ha evidenziato l'importanza della diminuzione del credito da tariffa, Valter Bonan (Feltre) ha invece manifestato preoccupazione per i soldi che il Comune di cui è assessore avanza: sono oltre 1,8 milioni, di cui 250 mila euro relativi ai proventi delle centraline idroelettriche. Da qui la sua astensione, che si unisce a quelle di Auronzo e Colle Santa Lucia.

Gli “Hydrobond”. Bim Gsp sbarca in borsa per dare liquidità alla società e aumentare gli investimenti sul territorio. Gsp può emettere obbligazioni e lo farà attraverso il consorzio Viveracqua, che raggruppa i dieci gestori veneti del servizio idrico integrato. La società bellunese emetterà minibond per 5 milioni di euro, le obbligazioni avranno durata 20 anni (a un tasso massimo del 4,5 per cento annuo finito) e dal 1° luglio saranno quotate in borsa. Nei confronti dell'operazione si sono mostrati scettici i sindaci di Sospirolo e Seren del Grappa, che si sono astenuti come Camillo De Pellegrin (Forno di Zoldo). Valter Bonan, invece, ha votato contro.

Vignato “premiato”. Nel contratto dell'amministratore unico è previsto un premio di risultato, che può andare da zero a 56 mila euro. I sindaci hanno deciso, su proposta dei colleghi che fanno parte del comitato di coordinamento e controllo, di assegnare a Vignato un premio di 17 mila (lordi). La cifra, sommata all'indennità annuale percepita dall'amministratore unico di Bim Gsp (28 mila euro lordi) porta il compenso di Vignato per il 2013 a 45 mila euro (sempre lordi). La stessa indennità che percepisce il sindaco del Comune capoluogo. «I risultati del primo anno di gestione sono positivi», ha spiegato Jacopo Massaro. «C'è stato un cambio di marcia nella società, le cose sono state impostate in modo corretto e le prospettive per il futuro sono buone».

La scelta di limitare il premio di risultato a 17 mila euro nasce dalla volontà di mantenere una certa sobrietà. Di fronte allo scetticismo di Oscar Troi (Colle Santa Lucia), che ha suggerito un premio più leggero, Massaro ha ricordato che numerosi manager e dirigenti, in Italia, guadagnano molto più dei 28 mila euro che incassa Vignato in un anno, e con responsabilità inferiori alle sue. Al momento del voto, dunque, solo Troi si è astenuto. Gli altri sindaci hanno votato a favore.

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