Piste e impianti, il futuro della Regina

Piano Marmolada: nuova cabinovia per salire (quasi) in vetta, ma l’area sciabile resta immutata. Un paradiso per il freeride
Di Andrea Selva

ROCCA PIETORE. Via la vecchia bidonvia della famiglia Graffer (che potrà essere sostituita da un nuovo impianto molto più ambizioso), via anche la seggiovia di Mario Vascellari (che non sarà sostituita), via il vecchio skilift che arriva a Punta Serauta (che sarà rimodernato). Ma l’area sciabile resterà immutata (insomma niente nuove piste). Ecco il nuovo piano della Provincia autonoma di Trento per il ghiacciaio della Marmolada. Il documento è stato inviato alla Regione Veneto, alla Fondazione Dolomiti Unesco e agli interlocutori locali e la giunta provinciale conta di approvarlo entro il termine della legislatura. Ecco i dettagli.

Gli impianti. Il piano prevede la sostituzione dell’impianto Graffer (da passo Fedaia a pian dei Fiacconi) con un impianto più moderno che in realtà sarà costituito da due impianti distinti: il primo tronco dal passo a pian dei Fiacchi (cabinovia a otto posti o seggiovia quadriposto); il secondo tronco da pian dei Fiacchi a Sass Bianchet (funivia bifune priva di sostegni, con la stazione terminale inserita sull’ammasso roccioso). Punta Rocca e Sass del Mul saranno collegati con Sass Bianchet (solo in discesa) attraverso due “stradine sciabili” (ski-weg) La vecchia seggiovia sul fronte opposto (est) del ghiacciaio sarà invece smantellata, mentre la proprietà (Vascellari) potrebbe essere interessata a realizzare il nuovo impianto.

L’area sciabile. Il prolungamento dell’impianto trentino fino a Sass Bianchet non comporta l’ampliamento dell’area sciabile o la realizzazione di nuove piste sul ghiacciaio. In pratica - secondo le intenzioni del piano - si potrà scendere lungo il primo tronco dell’impianto trentino (come avviene ora) e nella parte alta degli impianti di Vascellari (con la necessità, per chi scende fino a passo Fedaia) di arrivare fino a Malga Ciapela per risalire in vetta con le funivie. Dal Sass Bianchet a pian dei Fiacconi niente piste: sarà comunque il paradiso dei freerider.

Parcheggi e viabilità. Nel piano è indicato il problema delle frequenti chiusure invernali della strada del passo Fedaia a causa del pericolo di valanghe. È indicato anche l’intervento con l’impianto gazex per il distacco controllato per le valanghe, ma non sono previsti altri interventi. È stata eliminata anche la previsione di un impianto (contestato dai valligiani) da Alba di Canazei a passo Fedaia, come ipotesi di mobilità alternativa. Per quanto riguarda il parcheggi è prevista la possibilità di creare un parcheggio a Pian Trevisan per salire quindi al passo attraverso bus navetta. Ma tra le ipotesi c’è anche la creazione di un parcheggio a sud del piede della diga, di dimensioni sufficienti per le esigenze del passo.

Non solo sci. La filosofia del piano è quella di garantire l’accesso alla Marmolada (con l’utilizzo degli impianti anche d’estate) anche per apprezzarne i beni storici (luoghi della Grande Guerra) e ambientali (il ghiacciaio e le testimonianze geologiche). E’ prevista la creazione di un percorso ciclo-pedonale attorno al lago Fedaia e viene anche citata la possibilità di utilizzo del primo tronco dell’impianto sul versante ovest (Trentino) per i ciclisti appassionati di “downhill”.

I vincoli. Per le aree sciabili è previsto l’obbligo di battere le piste lungo la linea di massima pendenza (è la modalità più “rispettosa” per il ghiacciaio) e senza “importare” neve dal ghiacciaio. E’ prevista la possibilità per gli impiantisti - come avviene in questi giorni sulle piste di Vascellari - di preservare il manto nevoso con l’utilizzo dei teli geotessili.

L’iter. La giunta provinciale ha “condiviso” il piano e l’ha trasmesso agli enti locali ma la prima approvazione avverrà solo dopo un confronto. Quindi è previsto un periodo per la presentazione di osservazioni e infine l’approvazione finale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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