“Vita in tandem”, cena con Sophia Los a Valmorel

LIMANA. E se l’ecologia non fosse solo questione di tecnologia, di normative, di obblighi, ma di sentimento? Nasce da questa intuizione la ricerca esistenziale di Sophia Los, architetto, autrice del libro “Una vita in tandem. Ecologia come sentimento”. Partendo dai comportamenti umani, raccoglie una serie di appunti, che racconta attraverso parole e immagini, affidando la propria riflessione a un approccio interdisciplinare. Architettura, scienze, teologia, religione, mitologia, antropologia offrono spunti e chiavi diverse per capire «come mai la sostenibilità sia così poco efficace nello stimolare comportamenti virtuosi nelle persone».
«L’ecologia viene sempre affrontata dal punto di vista tecnologico, trascurandone la dimensione sentimentale, che riguarda un aspetto femminile», spiega l’autrice, che alla dimensione verbale-tecnologica unisce una dimensione simbolica-figurativa. «Si tratta dei quello che potremmo definire l’atto del “prendersi cura”, la componente femminile presente nell’inconscio di ognuno e sepolta dell’inconscio collettivo, come dimostrato dai più attuali studi nell’ambito archeologico e antropologico».
Sul recupero del femminile e sul rapporto di complementarietà con il maschile si sviluppa tutto il libro, che propone un modello di equilibrio, umano e nella natura, in cui le due componenti non si annullano l’un l’altra, ma trovano un equilibrio che la porta ad accogliersi reciprocamente.
La bambina nata a Venezia e intimorita dalla natura, che in terza elementare suscitò la curiosità dei compagni disegnando una casa solare con serra e mulino a vento e un muro di bottiglie riciclate, oggi si occupa di architettura emozionale e dell’abitare, approfondendo strategie volte alla diffusione di una cultura sostenibile.
Sophia Los è stata invitata ieri a Valmorel per la “cena con l’autore” proposta dall’Osteria dei miracoli. La complementarietà è stata il filo conduttore del menù a base di prodotti biologici locali, frutto di una ricerca filosofica sull’equilibrio e sugli opposti, come ha spiegato Stefano Trevisson, che ha ideato i piatti, tutti senza glutine. Nel menù si sono sposati casatella e radicchio, mela e fagiolo gialet, coniglio e patata, dolcetti a sorpresa e tisana dei miracoli, accompagnati dai vini naturali di Assiria.
Elisa Di Benedetto
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








