Terme, passano la mano le Cooperative di gestione

Comelico Superiore. Il “muro contro muro” con l’Amministrazione non si sblocca Imminente la restituzione delle chiavi, preludio ad un nuovo (incertissimo) bando

COMELICO SUPERIORE. Le Cooperative proprietarie della società “Terme delle Dolomiti Valgrande srl“, che gestisce l'impianto di Comelico Superiore, passano la mano.

La decisione deve ancora essere ufficializzata, ma non sembrano esservi ormai più margini di manovra per ricomporre la situazione. Le parti non si parlano più, se non attraverso i legali, ovvero l'avvocato Antonio Ariano di Belluno per le Cooperative e l’avvocato Raffaella Mario (peraltro vice sindaco di Comelico Superiore) per il primo cittadino.

«Ma per noi al momento non c'è alcun contenzioso», spiegano dal municipio.

Motivo del contendere un assegno da 170.000 euro per il pagamento dell'affitto degli anni 2010, 2011 e 2012: il Comune lo reclama, come da bando; le Cooperative, che hanno già immesso capitale fresco per la gestione delle terme pari a circa 250.000/300.000 euro l'anno, per tre anni, replicano che di soldi non ce ne sono più. Quindi si chiude. L'ingiunzione di sfratto è partita dal Comune di Comelico Superiore il 2 agosto, con scadenza 60 giorni, ed era un atto dovuto, a quanto ha spiegato più volte il sindaco, Mario Zandonella Necca.

«Il contratto parla chiaro e non è nelle mie possibilità modificarlo. Sono ingessato: come sindaco non posso accettare di far entrare nelle casse del Comune meno soldi del dovuto», ha sostenuto a più riprese.

Mentre ieri, da noi interpellato, non ha ritenuto di intervenire ancora sull'argomento.

D'altra parte le Cooperative, «stanche di fare beneficenza al Comelico», come sottolinea qualcuno al loro interno, sostengono che l'affitto è talmente alto che stronca sul nascere qualsiasi ipotesi di rilancio e che quindi si trovano nella necessità di lasciare il campo a chi si vorrà accollare l'impegnativo compito della gestione delle Terme delle Dolomiti. Anzi, a quanto si è potuto apprendere, a brevissimo provvederanno a recuperare strutture ed arredi di loro proprietà, lamentando inoltre di aver anche investito un bel po' di soldi per migliorie, modifiche strutturali, ascensori e piscine. Investimenti destinati ad essere per loro irrimediabilmente perduti. Il Comune, d'altra parte, e la conferma giunge dal vice sindaco Raffaella Mario, sta proprio aspettando di riavere indietro le chiavi della struttura per provvedere ad un nuovo bando, sperando di poter individuare a giorni «un soggetto forte, professionalmente capace, e con il necessario entusiasmo per far decollare le Terme. Il periodo non è dei migliori dal punto di vista economico», ha dichiarato la Mario, «ma l'amministrazione comunale è fortemente impegnata su questo progetto».

E ora? Difficile trovare chi sia disponibile ad accollarsi una gestione che, a fronte di ricavi annuali per 330.000 euro, ne spende circa 600.000, di cui 56.000 di affitto. A meno che il Comune non si dimostri disponibile ad azzerare o quasi il costo dell'affitto, privilegiando l'aspetto sociale (il personale fino ad oggi occupato, 15-20 addetti) e turistico (il valore dell'indotto delle Terme).

Stefano Vietina

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