Il teatro comunale al Tib ma la stagione è dimezzata

La Fondazione dà i servizi tecnici fino a giugno e trova l’accordo sul contenzioso Massaro: «D’ora in poi ogni azione dovrà essere economicamente sostenibile»
Di Paola Dall’anese

BELLUNO. Una nuova “stagione” per la Fondazione Teatri. Questo è quanto prospettano la presidente Nicoletta Comar e il consigliere Renzo Poloni illustrando lo stato dell’arte dell’ente culturale. Oggi il teatro comunale riaprirà i battenti dopo due mesi di stop grazie al Tib, a cui è stata affidata la gestione dei servizi tecnici fino al 30 giugno per 30mila euro. Ma il suo incarico potrebbe durare molto di più, considerando che saranno necessari anche degli interventi di manutenzione nel teatro, interventi che in questi mesi di chiusura non sono stati eseguiti.

Una scelta, quella del Tib, «arrivata dopo una valutazione tecnica e anche professionale. Era l’unica proposta sostenibile tra quelle che ci erano pervenute)», spiega la Comar. «La Giocasta, infatti, non dava determinate garanzie sulla gestione del teatro, come invece le può dare una cooperativa che opera nel territorio da 18 anni».

Le risorse a disposizione della Fondazione non permettono di sostenere il programma della precedente stagione teatrale: «Per questo motivo è stato ridimensionato. E poi abbiamo preferito appoggiare quei soggetti che operano con professionalità da tempo nel territorio». Del programma iniziale, quindi, rimarranno 15 spettacoli su 26 «mentre andranno rinegoziate le due rappresentazioni col teatro Parenti di Milano, con cui è già stato sottoscritto un impegno da parte dello stesso Levis».

Vita breve anche per il direttore Diego Mattiello, che non sarà riconfermato alla scadenza del 30 settembre. A lui sarà comunque chiesto di portare a termine gli impegni presi col teatro milanese, lavorando forse in modo forfettario.

Si darà quindi sempre più spazio alle associazioni culturali locali, anche grazie all’istituzione di una consulta permanente.

«Sono stati rispettati tutti gli indirizzi che il consiglio dei soci aveva dato all’organo di gestione», ha commentato il sindaco Jacopo Massaro. «L’importante era verificare la sostenibilità economica delle azioni della Fondazione. Un fattore che diventerà fondamentale per capire se l’ente culturale possa avere un futuro». E sul rapporto conflittuale con Levis e Fiori: «È un retaggio della passata amministrazione della Fondazione, che sono sicuro possa essere superato», ha detto Massaro.

Intanto la Fondazione è arrivata a un accordo col Tib sugli oneri pregressi, oggetto di un contenzioso, riservandole 45mila euro (e risparmiandone 30mila). La somma sarà divisa in due tranche, l’ultima della quale sarà corrisposta il prossimo anno senza alcun pagamento di interessi.

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