Quattro pecore e 6 capre è il bottino dell’orso
SAN VITO / SELVA DI CADORE. Sui prati di Mondeval si aggira un orso. Nei luoghi dove Vittorino Cazzetta scoprì il cacciatore preistorico, ora pascolano le pecore di un pastore trentino.
Tutto tranquillo fino a mercoledì scorso, quando le pecore hanno ricevuto per la prima volta la visita dell’orso. Chi sia al momento non si sa. O è uno dei plantigradi che transitano lungo la «via degli orsi» arrivando dalla Carnia e prima ancora dalla Slovenia, o è un esemplare che arriva dal Trentino, sfuggito dal Parco dell’Adamello: ancora per il momento non ci sono notizie certe sulla identità di questo nuovo esemplare.
Le guardie provinciali hanno effettuato anche ieri dei controlli e torneranno a Mondeval pure oggi. Hanno recuperato due carcasse di pecore sbranate dall’orso, mentre di due agnelli non si sa nulla. E nulla si sa di sei capre che sono date per disperse, probabilmente fuggite all’arrivo dell’orso.
Dopo mercoledì l’orso è tornato praticamente tutte le sere, facilitato nel suo compito dall’aver trovato un varco nella recinzione elettrificata che i pastori ricevono dalla Provincia in comodato. Si tratta di una recinzione piuttosto forte, che arriva dalla Regione alla Provincia, per esser consegnata proprio ai pastori a difesa delle greggi.
Qualcosa non ha funzionato nella recinzione, e l’orso ha avuto facile accesso al gregge.
Oggi arriverà a Mondeval il nuovo recinto che sarà consegnato al pastore da parte della polizia provinciale. Questo dovrebbe riuscire a tenere lontano il grande predatore dalla carne fresca e abbondante che lui cerca in questo periodo.
Dalle carcasse recuperate si potrebbe riuscire a risalire all’identità dell’orso, se sono rimaste tracce di peli. Attraverso l’analisi del dna si può capire chi è l’esemplare che si aggira a Mondeval.
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