Sersa, c’è timore per il futuro

BELLUNO. I familiari degli ospiti della casa di riposo Gaggia Lante sono preoccupati per il futuro della struttura e del servizio. Le proposte avanzate dall’amministrazione comunale nel corso dell’assemblea tra il Comitato familiari, l’assessore Angelo Paganin, il sindaco Antonio Prade, la direttrice Maria Chiara Santin e l’esponente dell’Usl del Cda, Roberto De Nes, non hanno convinto fino in fondo i presenti. Che chiedono garanzie sul servizio erogato anche in vista dell’esternalizzazione, prevista a metà maggio, dei reparti Ciclamino e Fiordaliso.
Ma c’è la paura anche per la trasformazione giuridica imposta dalla norma che, entro la fine di quest’anno, obbliga i Comuni a non avere più di una società partecipata. Da mesi l’amministrazione Prade sta cercando di definire una nuova forma giuridica che possa mantenere l’attuale assetto societario (comprensivo cioè della presenza dell’Usl e del comune di Belluno), magari ampliando anche ad altri soggetti pubblici.
Giovedì sera l’assessore Paganin ha portato all’attenzione dei familiari la possibilità di trasformare la società Sersa in una fondazione di partecipazione. Proposta che non ha convinto fino in fondo il Comitato, come ha espresso bene il suo presidente, l’avvocato Marco Crepaz: «Come è stato ribadito, il modello Sersa è un patrimonio fondamentale che non va disperso. Il fatto che del suo futuro si parli da due anni mi inquieta, perché significa che non è stata impostata alcuna strada. Con la fondazione potrebbero entrare soggetti che impongano i loro operatori all’interno della struttura. Per questo», ribadisce il presidente, «è necessario che tutti meditino su qualsiasi cambiamento dell’attuale assetto societario. Un cambio che, direttamente e indirettamente, può mettere a repentaglio questo modello. Noi come Comitato diamo la nostra disponibilità per trovare insieme all’amministrazione la soluzione».
Tra le soluzioni il presidente Crepaz ha individuato quella delle aziende speciali, «che permettono al Comune e all’Usl di rimanere all’interno. Ma è necessario che il modello venga inserito tra le società speciali e questo lo si può fare solo a livello legislativo. Solo così si potrebbero garantire i servizi sciolti dai vincoli di legge imposti oggi».
«Temiamo che la qualità del servizio possa subire un contraccolpo negativo, non solo per il passaggio dei due reparti a una società esterna, ma anche per effetto del nuovo assetto societario che potrebbe assumere la Sersa. Se qui chiude tutto, dove andranno i nostri familiari?», hanno chiesto con paura i presenti.
Qualche critica è arrivata anche sull’aumento del 2.5% della retta della casa di riposo prevista dall’amministrazione comunale. I presenti, infine, hanno chiesto rassicurazioni sulla preparazione del personale che arriverà nei due reparti appaltati: su questo, sia la coordinatrice del Ciclamino e Fiordaliso sia la stessa direttrice hanno tranquillizzato gli animi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








