Spaccata una finestra in chiesa ad Avoscan per rubare le monetine

I ladri hanno infranto il vetro e la porta della sacrestia Spariti pochi spiccioli, lasciati al loro posto gli oggetti sacri
Stefano De Barba

san tomaso

Hanno fatto parecchi danni, spaccando una finestra e una porta interna e buttando tutto all’aria, ma si sono limitati a portare via le poche monetine trovate nella cassetta delle offerte – l’equivalente di un paio di caffè al bar – senza toccare i ben più preziosi oggetti sacri come calici e ostensorio.

È tutto sommato contenuto il bilancio del furto in chiesa ad Avoscan messo a segno nella notte tra giovedì e ieri da ignoti, che hanno forzato la tapparella e spaccato con delle pietre la finestra del bagno (sul lato della chiesa non visibile dalla strada) intrufolandosi così nella canonica.

«Un danno più morale che economico», spiega don Luigino Canal, amministratore parrocchiale di Cencenighe e San Tomaso, «ma almeno non c’è stata alcuna profanazione».

I ladri sono entrati in azione dal lato della chiesa più nascosto alla vista, quello rivolto verso il Cordevole, probabilmente di notte: nel pomeriggio un vicino era passato con il cane e non aveva notato nulla di strano. Spaccata la finestra, sono entrati in chiesa e si sono rivolti subito verso la cassettina delle offerte.

«Avranno trovato tre o quattro euro appena», allarga le braccia don Luigino, avevano svuotato le cassettine pochi giorni fa. Presi quei pochi soldi, hanno tentato di scassinare la porta della sacrestia ma non ci sono riusciti. Così hanno sfondato il vetro della porta e sono entrati da lì per cercare altro denaro. Hanno trovato solo alcune vecchie lire e nient’altro, hanno rovistato ma non hanno portato via altro. Insomma, una mascalzonata finita male per noi perché hanno danneggiato la struttura, ma almeno non hanno toccato gli oggetti sacri».

Il furto è stato scoperto ieri mattina dallo stesso vicino che portava a passeggio il cane e che ha visto i vetri a terra e la finestra spaccata. Avvisato dal sacrestano, don Luigino non ha potuto far altro che chiamare i carabinieri e sporgere denuncia. La chiesa è assicurata ma il dispiacere resta: «Proprio il mese scorso», sottolinea, «abbiamo festeggiato i cinquant’anni della chiesa di Avoscan». —





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