Sono 111 gli operatori della sanità contagiati da inizio pandemia
belluno
Sono 111 gli addetti della sanità che sono risultati positivi al Covid dall’inizio dell’epidemia al primo giugno scorso. Vale a dire il 3,22% sui 3.414 totali. Si questi 20 sono medici ospedalieri, 56 sono infermieri, 15 sono operatori socio sanitari, due tecnici, 10 impiegati amministrativi, un ausiliario e 7 medici di medicina generale. Attualmente di questi soltanto sei sono ancora positivi e si tratta di un medico ospedaliero, un operatore socio sanitario e quattro infermieri. Ad oggi, inoltre, sono stati eseguiti 10.208 tamponi, per un totale di 3.446 addetti (tra cui anche medici non dipendenti).
Dunque il dato finale dell’Usl 1 Dolomiti per quanto riguarda il suo personale contagiato è in linea con quello nazionale. «Anche se all’inizio la percentuale di contagiati in ospedale era di circa il 26%. Questo ad indicare che all’inizio ci sono stati dei problemi sicuramente, che poi sono stati risolti all’interno della gestione della pandemia. Ora per si dovrà capire ora», sottolinea Luca Barutta, esponente dell’Anaao di Belluno, «se ci sarà qualcuno intenzionato a fare una causa, anche se per tutti è partita la copertura Inail per infortunio sul lavoro».
Ma Barutta si dice perplesso anche su quello che si farà da qui ai prossimi mesi a tutela dalla sanità pubblica. «Il taglio ai posti letto e ai servizi ospedalieri sono iniziati dal 2012, quindi in pieno governo Zaia. Con l’allora piano socio sanitario regionale si sono tolti dei letti, ma si è declassato l’ospedale di Agordo e via via quello di Pieve di Cadore che fino ad allora erano due strutture per acuti con capacità di rispondere all’urgenza sia per quanto riguarda gli interventi chirurgici che ortopedici e potevano contare su due primari distinti». E poi il referente dell’Anaao si pone il problema che un paio di anni fa tutti si erano posti: «Perché trasformare Cortina in una struttura privata, quando si poteva farla restare pubblica? Questo denota un piano della Regione che è ancora in atto, non illudiamoci». —
pda
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