Qualità della vita, Belluno sprofonda al 51° posto

Nella classifica del Sole 24 Ore la provincia paga lo spopolamento e la mancanza di infrastrutture adeguate. Le cose vanno bene quando si parla di "giustizia e sicurezza" (4° posto in Italia) e "ricchezza e consumi (25° posto)
Falcade gennaio 2005, panoramaUna veduta di Falcade: il paese vuole uscire dallo stallo del settore turistico
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BELLUNO

La provincia di Belluno sprofonda nella classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita 2019: 51° posto nella classifica generale, ben 47 posizioni in meno rispetto al 2018, quando Belluno si era accomodata subito ai piedi del podio, in una più che onorevole quarta posizione. Se a Belluno le cose vanno bene in materia di "giustizia e sicurezza" (4° posto in Italia) e se ci si difende in fatto di "ricchezza e consumi (25° posto), "ambiente e servizi" (42° posto) e "affari e lavoro (44° posto),  le cose iniziano ad andare male quando si parla di "cultura e tempo libero" (60° posto), per poi sprofondare con la classifica che guarda e demografia e società (97° posto su 107 province).

Nella graduatoria finale delle 107 province italiane, guida Milano, davanti a  Bolzano e Trento. il Veneto vede Verona, Treviso e Venezia tra le prime dieci (e tutte in deciso miglioramento rispetto allo scorso anno), seguite da Vicenza all'11 posto. Più distanziata Padova, al 23 posto, ma anch'essa in recupero di 10 punti rispetto allo scorso anno.

«Ancora una volta paghiamo lo spopolamento e la marginalità. Anche se va detto che i parametri utilizzati per stilare la graduatoria non tengono conto di tutto quello che il nostro territorio rappresenta in termini di qualità della vita», commenta il presidente della Provincia Roberto Padrin. «Quest’anno sono cambiate alcune modalità di calcolo che con ogni evidenza ci penalizzano - sottolinea -. In ogni caso ci sono alcuni temi che ci vedono ancora in alto. Nella macroarea della sicurezza, siamo in quarta posizione e questo significa che passano gli anni, ma nel Bellunese, grazie a un collaudato sistema di coordinamento delle forze dell’ordine con la Prefettura, che ringrazio, si può vivere tranquilli, senza i problemi legati alla delinquenza che ci sono in altre aree del Paese. Anche nella macroarea della ricchezza e dei consumi viene riconosciuta la qualità della nostra provincia, in cui, crisi industriali a parte, il tessuto imprenditoriale è sano e forte».

«Siamo fortemente penalizzati invece sui parametri della demografia e della dotazione infrastrutturale. Ma qui a incidere sono i numeri. Come si vede dalla classifica, paghiamo un tasso di natalità estremamente basso e un indice di vecchiaia e di dipendenza degli anziani particolarmente elevato. Lo sapevamo già, visto anche il report sullo spopolamento che abbiamo consegnato al ministro Boccia non più tardi di una settimana fa».

 

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