Luiss ha scelto Belluno forte del sostegno di 40 aziende

Le imprese dolomitiche hanno acquistato ore di formazione, convinte dal progetto portato avanti dagli Industriali

BELLUNO. Master full time per neolaureati e corsi executive disegnati attorno alle esigenze delle aziende del Nordest, a iniziare da quelle bellunesi che hanno aderito sin dall’inizio al progetto. Aprirà nella primavera del 2020 a Palazzo Bembo la terza “hub” italiana della Luiss Business School, l’ateneo capitolino chiamato a sviluppare iniziative di formazione, consulenza e ricerca in base alle specifiche esigenze del territorio.

Un lavoro di squadra durato due anni, ma alla fine il risultato premia gli sforzi e il coraggio di Confindustria Belluno Dolomiti, supportata in questa avventura dall’ente Provincia, dai Comuni di Belluno e Feltre e dal Consorzio Bim Piave. Un lavoro portato avanti con due obiettivi: fornire alle aziende locali le competenze di cui necessitano e fare in modo che i ragazzi possano trovare in provincia gli sbocchi lavorativi che oggi mancano.

Aziende compatte

Quello che sembrava un sogno, quindi, si è trasformato in realtà, con Belluno che entra nell’olimpo dell’alta formazione con una delle scuole più prestigiose sulla piazza, essendo emanazione diretta della stessa Confindustria nazionale. Un sogno che si è materializzato strada facendo, grazie all’impegno dell’associazione presieduta da Lorraine Berton, ma anche alla grande fame di professionalità mostrata dalle aziende bellunesi. Aziende che hanno sposato fin da subito il progetto, acquistando ore di formazione dei futuri “executive master” e diventando attori protagonisti di questo importante progetto.

I partner

Tre i livelli di partnership (a seconda delle ore di formazione acquistate) studiati da Confindustria Belluno Dolomiti per dare a tutte le aziende, grandi o piccole, la possibilità di partecipare a questo sogno. Tra queste si segnalano Sinteco, Thelios e Marcolin di Longarone, Meccanostampi ed Epta di Limana, Vemer di Feltre, Marchon e Fedon di Alpago, De Rigo Refrigeration, Firex e Giorik di Sedico, Sicet di Ospitale di Cadore, Gatto Astucci di Domegge, Lattebusche e Dolomitibus. Proprio la massiccia adesione delle aziende bellunesi, ha convinto i vertici di Luiss che, dopo una lunga istruttoria, fatta di contatti, sopralluoghi e programmi, hanno dato l’ok all’operazione.

i corsi

Partiranno nella primavera del 2020. Palazzo Bembo ospiterà master full time riservati ai neolaureati e corsi executive, con frequenza concentrata prevalentemente nel fine settimana, rivolti a manager, imprenditori, ma anche a semplici lavoratori, chiamati a trasformare la loro carriera. «I primi a partire», sottolinea il direttore degli industriali bellunesi Andrea Ferrazzi, «saranno i master sul turismo e quello riservato ai manager, poi, poco a poco, sarà dato spazio ai corsi executive.

Quest’ultimi, disegnati sulle esigenze delle nostre imprese, seguiranno principalmente tre filoni: digitalizzazione, innovazione e sostenibilità. I tecnici della Luiss hanno già effettuato sopralluoghi, incontrando i nostri imprenditori, quindi si sono fatti già un’idea di ciò di cui abbiamo bisogno. Quanti studenti potranno accogliere questi corsi? Difficile fare previsioni».

La sede

Una sede prestigiosa per la terza Hub della Luiss Business School. Il Comune di Belluno metterà a disposizione dell’ateneo romano cinque stanze al piano terra e una al primo piano di Palazzo Bembo, interessato in questi ultimi anni da un importante intervento di restauro conservativo e prossimo a diventare un grande centro culturale, con spazi espositivi e il museo archeologico.

«Durante i sopralluoghi effettuati dai tecnici della Luiss», sottolinea il sindaco Massaro, sono stati più volte evidenziate le potenzialità di questa struttura, oltre alla sua bellezza. Direi che con l’arrivo di questa università, che si aggancia alle collaborazioni già avviate con Ca’ Foscari, Iusve e Università di Padova, siamo riusciti a riempire questo importante contenitore culturale».

Più competenze

«Il nostro territorio», sottolinea Davide Piol, vice presidente di Confindustria con delega all’alta formazione, «ha una forte vocazione manifatturiera. Siamo nel Top 15 delle province italiane per questo settore, ma avevamo alcune lacune da colmare per essere ancor più competitivi, prima fra tutte l’aspetto riguardante le competenze, fondamentale per essere ancor più attrattivi. E non dimentichiamoci che nel 2020 partirà il nuovo polo dell’Itis Meccatronico, chiamato a fornire tecnici specializzati in un settore che guarda al futuro». —


 

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