Olimpiadi 2026, slitta al 7 ottobre la nomina del manager

Sarà un cacciatore di testa a individuare una rosa da tre a cinque nomi da sottoporre alla riunione che ci sarà a Verona. Il sindaco Sala: «Che sia italiano o straniero non è un tema, ma se parla la nostra lingua è certamente meglio. Dovrà dedicare sei anni della sua vita a questa competizione»

MILANO

Slitta al 7 ottobre ogni decisione riguardante quello che sarà il manager che guiderà il Comitato Organizzatore delle Olimpiadi di Milano-Cortina. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, al termine della riunione svoltasi mercoledì 18 settembre a Palazzo Lombardia con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e con il sindaco di Milano (il governatore veneto Luca Zaia era collegato in videoconferenza). L’appuntamento veronese, inizialmente previsto per il 3 ottobre, è stato appositamente spostato a causa della prevista visita milanese del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Assolombarda e all’Ispi. All’incontro scaligero ci saranno anche i presidenti delle province di Trento e Bolzano.

«Abbiamo dato mandato a un Head Hunter, che sarà Spencer Stuart, di individuare una rosa di nomi, da un minimo di 3 a un a massimo 5, da sottoporre auna riunione che ci sarà a Verona il 7 ottobre.  Ognuno di noi, se ha un nominativo da indicare lo indicherà - ha aggiunto Malagò -, ma oggi non è uscito neanche uno, sarà poi il cacciatore di teste a contattarlo per vedere la disponibilità e la fattibilità».

Il manager che sarà a capo delle Olimpiadi invernali, che si svolgeranno a Milano e Cortina nel 2026, «dovrà essere una persona che sia disponibile a rimanere fino all’anno olimpico e a dedicare sei anni della sua vita a questa competizione», aggiunge il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Quanto agli altri requisiti «che sono già stati condivisi» ha aggiunto: «Che sia italiano o straniero non è un tema, ma se parla la nostra lingua è certamente meglio», importante anche che «abbia già avuto esperienze nel settore pubblico», mentre «fondamentale» sarà la questione «della remunerazione»: ma di questo «bisogna parlarne con il ministro» dello Sport, Vincenzo Spadafora.

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