Milano-Cortina 2026, Sala “convoca” gli alpini

Il sindaco lombardo e il presidente dell’Ana hanno parlato del probabile utilizzo delle penne nere come volontari di supporto



Gli alpini si preparino. Potrebbero essere convocati anche loro alle Olimpiadi 2026. Non come atleti, ma come volontari di supporto. Per ogni compito della protezione civile. «Ci stiamo già preparando», rispondono, rassicurando, a Belluno, Pieve di Cadore e Feltre. Ieri a Milano, in Galleria Vittorio Emanuele II, è stata installata una targa che celebra i 100 anni dell’Ana, l’associazione nazionale degli Alpini, che è nata proprio nel Salotto di Milano l’8 luglio 1919, nei locali dell’allora Caffè Grande Italia. A svelare la targa sono stati il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il presidente dell’Ana, Sebastiano Favero. La cerimonia di scoprimento ha concluso le celebrazioni del centenario degli Alpini iniziate con l’adunata dimaggio. Il sindaco Sala ha ringraziato gli alpini per il loro lavoro e ha parlato della prossima sfida che attende Milano e il Paese, quella delle Olimpiadi invernali 2026. «Ci sarà senz’altro bisogno di voi per questa straordinaria avventura», ha detto, « le Olimpiadi sono la nostra nuova sfida, una magnifica occasione per dimostrare da qui al 2026 che si può fare di più su certi temi. Nelle nostre scuole educando i ragazzi allo sport e al rispetto dell’ambiente, per consegnare un’Italia migliore a chi verrà dopo di noi». «Noi siamo già pronti», ha risposto il presidente Favero, «e lo saremo anche di più se ci daranno il servizio civile, per prepararci ancor meglio a queste mansioni».

La macchina dei Giochi è, dunque, in moto. La prima riunione di Cio e Coni, dopo Losanna, si svolgerà a Milano, dopodomani, con la partecipazione, fra gli altri, del sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, del suo vice, Luigi Alverà, e del governatore Luca Zaia. Si comincerà a parlare della governance. Per il sindaco Sala, dopo la condanna per un atto firmato quando era a capo di Expo 2015, «non ci sarà la ressa ai cancelli» per trovare chi gestirà le Olimpiadi del 2026.

«Certamente», ha spiegato ieri in consiglio comunale, «il clima da cui nasce quel che sto patendo non invoglierà molti capaci ad avvicinarsi ai grandi eventi. Adesso ci saranno le Olimpiadi, uno di quegli eventi su cui si misura il prestigio delle nazioni; dobbiamo trovare i protagonisti di questa nuova avventura dell’Italia».

Ma per il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, la condanna di Sala non comprometterà l’organizzazione dei Giochi e l’arrivo di manager.

«Capisco il suo discorso, nel senso che ormai impegnarsi nel pubblico è un po’ da matti, ma credo che il fascino delle Olimpiadi possa far correre il rischio a qualche manager che ha dimostrato capacità».

Neanche ai piedi delle Tofane si ritiene che esistano pericoli in tal senso. Ghedina e Alverà sono fiduciosi, anzi si dicono certi che al vertice dell’organizzazione arriverà un manager di assoluto prestigio. E questa convinzione ce l’ha anche il presidente Zaia. Ma, attenzione: il lavoro preparatorio, governance o no, sta comunque andando avanti. Ne sa qualcosa il vicesindaco di Cortina, ogni giorno impegnato in videoconferenza o al telefono per affrontare i singoli dettagli di questa fase delicata, propedeutica al lancio della nuova governance. —



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