Tormenta il marito dopo la separazione Serve lo psichiatra

Una donna già a processo per maltrattamenti e lesioni deve rispondere anche di atti persecutori I due hanno un figlio minore

OSPITALE. Madre di famiglia a processo per stalking. Lei è una donna straniera che ha avuto un figlio da un longaronese.

Quando la relazione è finita, l’imputata avrebbe cominciato a perseguitare l’ex convivente fino a mandarlo dallo psichiatra.

Nell’udienza in tribunale di ieri, i testimoni delle parti civili hanno descritto una situazione che alla lunga è diventata insostenibile. Capitava che arrivasse sotto quella che era la casa coniugale e lanciasse delle minacce pesantissime all’uomo: «Ti ammazzo, te la farò pagare, ti uccido, ti mando al cimitero».

Siccome il piccolo era stato affidato all’ex marito, non mancavano nemmeno le irruzioni a scuola. Pretendeva di vederlo, senza considerare che c’erano delle regole da rispettare. Non era prevista una procedura del genere e, per quanto il dirigente scolastico cercasse di farglielo capire, la donna la considerava come un’ingiustizia commessa nei suoi confronti. Nell’istituto sapevano che tra i coniugi c’era una situazione conflittuale e, in caso di assenza del giovanissimo studente, non trascuravano la possibilità che la madre se lo fosse portato al Paese natale.

Gli incontri tra madre e figlio si svolgevano in forma protetta, all’interno di una sala dei Servizi sociali, magari alla presenza di uno psicologo, ed è in una di queste occasioni che la donna è uscita dalla sala e, raggiunto il corridoio, ha preso a calci e pugni il coniuge. Un fatto che ha profondamente turbato il bambino, convincendolo che non era più il caso di vedere la mamma.

L’imputata è difesa da Pasin e Montoneri, mentre in due si sono costituiti parte civile con Agnoli e Mauro Gasperin (ieri sostituito dalla dottoressa Azzalini). Il giudice Zantedeschi ha rinviato per sentire i testimoni della difesa. —

Gigi Sosso

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