Cure palliative, seguito il 90% dei malati oncologici

I casi documentati l’anno scorso dalla struttura che fa capo all’hospice sono 338 Le neoplasie con elevata incidenza sono al polmone (24%) e al pancreas (10%)

FELTRE. Più di trecento pazienti, 338 documentati al 2018 fra oncologici e non oncologici ma affetti da patologie gravi in fase terminale, sono stati seguiti dall’équipe di Cure palliative, fra il domicilio e l’hospice. E 272 pazienti su 338, quasi il 90 per cento, hanno potuto morire a casa loro o in hospice, e non più in qualche reparto ospedaliero. Per i malati oncologici, deceduti nel corso del 2018, si è garantita la copertura palliativa nel 77 per cento dei casi.

La tipologia oncologica più rappresentata nel territorio dell’ex Usl 2 di Feltre è quella polmonare che incide per il 24 per cento, seguita da quella pancreatica documentata per oltre il 10 per cento di tutti i casi. A fornire i dati di attività sarà la responsabile dell’unità operativa Cure Palliative di Feltre, Roberta Perin, oggi, in occasione dell’assemblea di Mano Amica.

La PRESA IN CARICO

La provenienza delle segnalazioni di casi di tumore, evidenzierà la professionista in assemblea, avviene prevalentemente dall’ospedale e dai reparti di medicina nello specifico, seguita dal domicilio, ossia dal medico curante, dal servizio oncologico e dall’ambulatorio di cure simultanee. La rete di cure palliative favorisce l’integrazione fra domicilio e hospice, da dove il paziente ancorché inguaribile viene dimesso, una volta stabilizzato nella terapia antidolorifica. Il 30 per cento dei pazienti usufruisce infatti sia dell’assistenza a domicilio che dell’hospice.

CURE SIMULTANEE

Le cure palliative precoci, quelle che si integrano con le terapie oncologiche attive, determinano un miglioramento della qualità della vita e del controllo dei sintomi. In Oncologia, diretta da Davide Pastorelli, dal 2016 è attiva una procedura per la presa in carico precoce dei malati oncologici da parte del team di cure palliative.

Nel 2018 su 104 pazienti seguiti dall’ambulatorio (avviato cinque anni fa da Mano Amica che ne ha sostenuto i costi), 51 pazienti (pari al 64 per cento) sono passati in carico a Cure palliative per il decesso che ha riguardato 24 persone in hospice e 19 a casa loro. Il progetto in collaborazione fra Cp e Oncologia propone di potenziare la figura del “case manager” per la segnalazione dei pazienti. Si svilupperà in area oncologica e potrà rappresentare un modello da seguire anche nel campo di altre patologie, neurologiche, pneumologiche e cardiache. Con esso si punta alla certificazione Esmo. Dai professionisti dell’Usl sarà riconosciuto l’impegno decisivo di Mano Amica che ha destinato parte dei fondi del lascito “Maria Sanvido” al quale si aggiunge il cofinanziamento del sodalizio.

SCIVOLI E ALTALENE

Il sostegno di Mano Amica traduce in altre iniziative per sconfiggere la paura della morte anche fra i bambini. Nel giardino dell’hospice sarà posizionata una fontana e sarà attrezzata l’area dei giochi per bambini con 14 mila euro, finanziati anche con donazioni liberali. «Pensiamo ai popi» , ha sempre detto Gino Gobber, fra i promotori nel lontano 1998 di Cure palliative all’ospedale di Feltre. È questo il modo per accompagnare al trapasso i nonni, e purtroppo qualche volta anche i genitori, e di salutarli con serenità. —

Laura Milano



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi