Frode da 25 milioni di euro indagini anche nel Bellunese

BELLUNO. Anche il Bellunese è coinvolto nella indagine della Guardia di Finanza di Padova su una frode da 25 milioni di euro tra l’Italia e l’Est Europa. Le Fiamme Gialle hanno eseguito all’alba di ieri 12 misure di custodia cautelare in Veneto, Liguria, Lombardia, Trentino Alto Adige, Puglia, Campania, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Nello stesso tempo stanno operando anche in Slovacchia, Croazia e Slovenia con il supporto della polizia dei tre paesi.

Nell’operazione sono stati impegnati 250 militari della Guardia di Finanza di Padova e di altri 23 reparti del Corpo che stanno operando nelle province di Genova, Asti, Milano, Brescia, Trento, Venezia, Belluno, Rovigo, Treviso, Verona, Vicenza, Pordenone, Parma, Avellino e Lecce. Oltre ai provvedimenti restrittivi e a 100 perquisizioni, i finanzieri stanno anche eseguendo un decreto di sequestro preventivo per 8, 5 milioni di euro, finalizzato alla confisca per reati tributari e riciclaggio.

Al centro dell’inchiesta un’associazione per delinquere finalizzata alle frodi fiscali e al riciclaggio, con il coinvolgimento di 42 società nel settore della prevenzione antincendio e antinfortunistica, i cui proventi sono stati trasferiti nei tre paesi dell’est Europa.

Le persone coinvolte nell’inchiesta sono in tutto 45, in Italia e all’estero. Il gip di Padova Claudio Marassi ha disposto inoltre anche il sequestro su beni per altri 3 milioni.

Stando alle indagini, a capo del sodalizio vi erano il padovano Gianni Mingardo, 60 anni, il vicentino Luigi Scudella, 59 anni, entrambi finiti in carcere, Raffaele Costa, 46 anni, di Chioggia (Venezia), ai domiciliari. In loro supporto agivano il veneziano Dario Dozzi (obbligo di dimora), esperto contabile titolare di uno studio a Venezia, e molteplici imprenditori, su tutti i veneziani Massimo De Silvestro (ai domiciliari) e Ra Sfriso di Marcon (Venezia) e infine il vicentino Pietro Papes (questi ultimi con obbligo di dimora).

Il sistema si basava su una società «cartiera» che aveva l’unico compito di generare movimentazioni di beni e servizi emettendo fatture per operazioni inesistenti e operando per circa un anno, senza adempiere agli obblighi fiscali nei confronti dell’Erario. —

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