Via il Tricolore, indipendentisti denunciati

SANTO STEFANO. Denunciati gli indipendentisti veneti: hanno sostituito il Tricolore che campeggia sul cimitero monumentale dei Caduti in guerra di Santo Stefano con la bandiera di San Marco. . È accaduto domenica pomeriggio, a margine di una cerimonia che il “Comitato liberazione nazionale Veneto” ha svolto nella zona del camposanto che è uno tra i cimiteri di guerra più importanti delle Dolomiti.
Venuti a conoscenza dell’episodio, il sindaco Alessandra Buzzo e il suo vice Tonon si sono rivolti ai carabinieri per sporgere denuncia.
«La bandiera italiana è stata strappata dall’asta», riferisce la sindaca Buzzo, «e gettata via in un angolo».
Gli indipendentisti provenivano da tutto il Veneto.
Prima si sono recati a rendere gli onori militari – tra l’altro invitando gli alpini aderenti a portare il cappello – e poi si sono riuniti nella sala della Regola, in via Udine, per fare il punto della situazione, tra l’altro criticando l’impasse del processo di autonomia intrapreso dal presidente della Regione Luca Zaia col referendum popolare.
«Vuoi davvero rinunciare alla libertà dell’indipendenza», si legge testualmente nell’invito al raduno, «per l’ennesima bugia che ti vuole schiavo con l’illusione dell’autonomia? Partecipa alla costruzione della nuova nazione veneta», insisteva l’invito, «vogliamo dimostrare ai residenti locali che la comunità del comitato esiste, è viva ed è attiva, e che anche nel Comelico può nascere e svilupparsi, per creare le condizioni della decolonizzazione, oltre al ripristino della nostra nazione veneta, fondata sugli inossidabili principi marciani di equità, giustizia e libertà».
Tra l’altro gli indipendentisti si sono recati a Sappada per il pranzo, rendendo a loro modo omaggio alla cittadina che si è distaccata dal Veneto.
«Liberissimi, questi signori, di dire e di fare ciò che più desiderano, ma non di offendere», sottolinea il sindaco Buzzo, «la memoria dei nostri Caduti per la patria. E proprio nel segno della pacificazione abbiamo voluto che qui riposassero anche le vittime austriache».
Il cimitero monumentale è intitolato alla memoria di Adriano Lobetti Bodoni, sottotenente del 92° reggimento fanteria, che morì, appena ventenne, sul monte Rosso il 4 agosto 1915. Per il suo sacrificio fu insignito della medaglia d’argento al valor militare alla memoria. Nel cimitero riposano 948 soldati, di cui 831 italiani e 109 austro-ungarici. Al centro del cimitero il monumento-ossario.
«Strappare la bandiera italiana e issare quella veneta, pur con tutto il rispetto per San Marco, è come accampare un falso storico», insiste la sindaca Buzzo, «questi militari sono morti per l’unità d’Italia, non per l’indipendenza del Veneto». Hanno manifestato riprovazione anche gli Alpini dell’Ana. —
Francesco Dal Mas
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