Tiramisù con sfoglie d’oro: ecco la nuova ricetta del campione Ciccolella

Il provetto pasticciere feltrino lavora sempre in Luxottica ma non ha perduto la speranza di aprire un’attività legata alla sua passione per i dolci

FELTRE. La creatività è targata Andrea Ciccolella. Ed è per questo che il giovane feltrino, vincitore della prima Coppa del Mondo di tiramisù, andata in scena a Treviso nel novembre 2017, ha creato un nuovo tipo di tiramisù ricoperto d’oro ventiquattro carati, dimostrando così di non aver perso il proprio tocco di estroso pasticchiere, anzi.. Per deliziare i palati di tutti i buongustai, un paio d’anni fa Ciccolella aveva puntato su una ricetta tradizionale, fatta di savoiardi, uova, mascarpone, zucchero, caffè e cacao, ed ora ecco che a questi ingredienti si aggiunge anche una brezza dorata per un dolce più unico che raro,mai sperimentato da nessuno.

«Gli ingredienti sono i soliti del tiramisù», spiega Andrea Ciccolella, «solo che sopra al prodotto ho aggiunto delle sfoglie d’oro ventiquattro carati puro e commestibile. Inoltre, per conferire lucentezza al tiramisù ho incorporato nel cacao della polvere d’oro alimentare aggiungendola anche alla rosa che utilizzo tradizionalmente come decorazione nel piatto. Dopo i primi tentativi, che non erano riusciti come volevo, ho provato e riprovato finché l’oro ha brillato nel giusto modo. Il gusto rimane comunque invariato, ovvero quello del tiramisù classico, perché l’oro non ha sapore: la mia decisione di aggiungere questo nuovo ingrediente è nata con l’obiettivo di rendere omaggio al tiramisù, un dolce apprezzato da milioni di persone. Come conferirgli il giusto tributo? “Pensiamo a qualcosa di top” mi dicevo, in modo tale che potesse valorizzarlo al meglio. Da lì la decisione di puntare sull’oro».

Andrea lavora sempre come operaio in Luxottica, ma non ha ancora rinunciato al suo vecchio sogno di aprire una pasticceria dove vendere i propri dolci. «È difficile entrare nel mondo dell’imprenditoria», prosegue, «e aprire un proprio locale considerato il periodo di crisi economica in cui viviamo. Però ci terrei ancora tantissimo. L’idea non è stata abbandonata. Mi sto ancora informando, cercando di portare avanti nel contempo anche un altro progetto, che possa permettermi di creare per il mio tiramisù una buona rete di commercio, magari con qualche azienda buona che faccia esportazione. Non è facile nemmeno in questo caso, ma ci credo. Entro l’anno vorrei concretizzare qualcosa».

Un’attività nel feltrino? «La patria del tiramisù è Treviso (e proprio lì partecipò al camiponato mondiale sbaragliando la concorrenza e ottenendo la vittoria assoluta che gli ha regalato una notevole popolarità non solo a Feltre) ma io sono feltrino», afferma ancora Ciccolella, «e pertanto mi piacerebbe collaborare anche con qualche azienda del mio territorio, visti i prodotti che abbiamo, eccellenti da un punto di vista qualitativo».

Il pasticciere provetto anticipa qualche novità sulla ricetta: «Ho un piccolo pollaio dal quale prendo le uova dando un valore aggiunto al tiramisù; con i corsi si apicoltura, che ho intrapreso di recente, vorrei produrre il miele e magari associarlo al tiramisù». —

Dante Damin

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