Transennata la voragine sulla strada della Val Canzoi

Il sindaco fa appello alla Provincia affinché vada a verificare lo smottamento I vigili del fuoco hanno accertato che si tratta di un buco profondo due metri

CESIOMAGGIORE

Altro sopralluogo ieri mattina per la voragine che si è aperta due giorni fa sulla strada della Val Canzoi, in prossimità della Santina. Il buco è di circa un metro per un metro, e di due metri di profondità. Lo si è stabilito dai rilievi effettuati dai vigili del fuoco sul tratto che è stato transennato dal comune. La Val Canzoi è una località da sempre esposta a problemi idrogeologici.

«Mi sono messo in contatto con il consigliere provinciale Bortoluzzi che ha delega per quanto riguarda la difesa del suolo, perché si porti in Val Canzoi con la geologa della Provincia per la verifica di tutti gli smottamenti che si sono individuati in valle, ma anche altrove», spiega il sindaco Carlo Zanella. «Il problema è enorme. Sicuramente non è una nostra esclusiva, ma coinvolge una buona parte del territorio provinciale. Il fatto è che il fenomeno che si è verificato sul nostro territorio, l’altro giorno, desta qualche preoccupazione in più perché non era giustificato da eventi meteo tali da provocare quell’erosione. E abbiamo bisogno anche di verificare lo stato di progettazione per alcuni interventi che erano già stati calendarizzati dalla Provincia».

Il tratto di strada ceduta è stato subito transennato per non mettere a rischio l’incolumità di chi vi fosse transitato. Anche perché la stagione non è ancora chiusa e la Valle è ancora frequentata. «In tardo autunno cominceremo l’intervento di rimessa in pristino del tratto. Che non possiamo però allungare oltre i venti, venticinque metri al massimo. I proventi per realizzare questa opera derivano dal ritorno ai Comuni dei canoni idrici. Ma ripeto, la Val Canzoi è una zona che deve essere costantemente monitorata e attenzionata perché è particolarmente esposta ai fenomeni meteo che hanno provocato disastri anche in passato. Da qui in avanti, poi, i territori della provincia di Belluno maggiormente a rischio dovranno essere particolarmente tutelati, visto che assistiamo a modifiche climatiche con eventi assai tumultuosi».

Ci sono quindici milioni di euro accantonati dalla Provincia con questa destinazione di utilizzo e vanno investiti. Con questa affermazione, il sindaco Carlo Zanella conclude con un auspicio: «Indipendentemente dai fondi di cui potenzialmente si potrebbe disporre in tempi rapidi, per necessità, anche lo Stato e la Regione devono concordare un piano per la risoluzione di problematiche importanti dal punto di vista idrogeologico. Sempre che ci sia la volontà di frenare lo sgretolamento di questa provincia. È necessario lavorare sulle criticità di questo territorio non tanto perché dissesti, frane e smottamenti abbiano anche delle ripercussioni negative sull’economia turistica, quanto per garantire l’incolumità dei cittadini. Mi pare non si possa tergiversare su un argomento di questo tipo» . —

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