Cancia, c’è un questionario sulla percezione del rischio

Borca. Il Comune lavora in sinergia col Politecnico di Milano sul tema frana Uno degli obiettivi è capire quanto “pesa” lo status quo sulla vita della gente

BORCA. Il sindaco di Borca, Bortolo Sala, rivolge l’appello ai suoi concittadini affinché compilino, entro il 31 maggio, il questionario predisposto dal Politecnico di Milano, da poco partner dell’Amministrazione per sorvegliare la frana di Cancia. L’accordo prevede anche che siano attuate iniziative per ridurre la sensazione di minaccia che i cittadini sentono, vivendo sotto l’Antelao.

Il questionario è online sul sito del Comune. Chi non ha dimestichezza con internet può andare in municipio, dove Matteo è a disposizione per aiutare a compilare i moduli. L’obiettivo della ricerca è la valutazione del rischio da colata di detrito sull’abitato di Borca con il coinvolgimento della popolazione nella fase di valutazione dell’esposto e della percezione della minaccia. La ricerca include la raccolta di risposte comportamentali.

I dati personali raccolti non verranno trasmessi a persone non direttamente coinvolte nella ricerca e verranno elaborati in forma anonima. I risultati faranno parte di un complesso studio che il Politecnico svolgerà su Cancia. Le domande cui i cittadini (sia residenti e sia proprietari di seconde case) sono chiamati a rispondere sono brevi, suddivise in 17 schede. I primi quesiti sono inerenti a caratterizzare il soggetto che risponde: si chiede quindi l’età, il sesso, se utilizza i social network e quali, se legge i giornali, se fa uso di posta elettronica, telefonini cellulari e altri mezzi di comunicazione.

Si entra poi nello specifico argomento della frana. Gli studiosi chiedono quale evento ricordano tra le frane del 18 luglio 1987, 2 luglio 1994, 7 agosto 1996, 18 luglio 2009, 23 luglio 2015 e 4 agosto 2015. Si chiede di descrivere il ricordo per gli eventi calamitosi più importanti: la data, l’ora, in che modo ha appreso l’arrivo della colata, dove si trovava in quel momento, quanto tempo è trascorso dall’inizio alla fine dell’emergenza, cosa ha fatto per proteggersi e proteggere i suoi familiari, che tipo di danni ha subito. Un’altra parte del questionario è dedicata alle reazioni emotive dei cittadini, per sapere come vivono la minaccia della frana. Si domanda quindi se la presenza del rischio di colata compromette la qualità della vita; se hanno mai pensato di cambiare casa per ridurre l’esposizione al rischio. Infine una serie di quesiti inerenti le procedure di emergenza. Si chiede se si è a conoscenza del piano comunale di protezione civile; se si conoscono la procedura da adottare in caso di emergenza, il funzionamento del sistema di previsione e allertamento e quanto si ritiene che l’adozione di questi sistemi abbia ridotto il rischio.

Si chiede inoltre se il cittadino si sente più al sicuro dopo che sono stati installati i sistemi di monitoraggio e allertamento, se ha partecipato all’esercitazione 2015, se è a conoscenza dei lavori fatti sul canalone e se è disponibile a frequentare incontri o corsi su conoscenza e prevenzione delle colate detritiche.

Alessandra Segafreddo

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi