Chiese senza messa, è protesta

FELTRE. La messa è finita, prima ancora di cominciare, la domenica mattina al Sacro Cuore, a San Giacomo e a mezzogiorno a Santa Maria degli Angeli. Ma sulla soppressione delle funzioni, che riguardano oltretutto anche i prefestivi e le vespertine in queste stesse chiese, con accentramento al duomo, molti fedeli del consiglio pastorale esprimono il dissenso. A farsene portavoce è Bepi Nilandi. E già si annuncia una petizione per richiedere il ripristino delle funzioni; un incontro con il vescovo Marangoni è già previsto a inizio maggio.
«Questa decisione è entrata a regime all’inizio dell’anno. A distanza di alcuni mesi, resta vivo il disagio per una scelta che ha toccato la sensibilità e l’attaccamento di molti fedeli,abituati a frequentare le chiese di Santa Maria degli Angeli, del Sacro Cuore e di San Giacomo», dice Nilandi citando quanto aveva dichiarato don Diego Bardin per motivare la riduzione del numero delle messe: “Pochi preti e sempre più vecchi”.
Ma se la cancellazione delle funzioni, è il risultato di una carenza di sacerdoti, «come mai durante la celebrazione delle messe festive si è segnalata la presenza di due o tre religiosi in contemporanea? Uno di questi sacerdoti non avrebbe potuto garantire la celebrazione della messa nelle altre chiese, come avveniva nel passato? Senza dimenticare che anche in alcune messe feriali, al Duomo, si è constatato la presenza di più sacerdoti».
Sono questi gli elementi di contraddizione che non sono sfuggiti all’ attenzione dei fedeli. «È possibile una revisione critica per venire incontro alle istanze di non pochi fedeli?», chiede Nilandi a nome di tante persone che da sempre fanno capo agli Angeli, al Sacro Cuore e a San Giacomo. «In questi mesi mi è capitato di frequentare le chiese di Feltre, anche per rendermi conto delle cose. Quello che ho potuto riferire con certezza al consiglio pastorale è che in nome dell’accentramento, al Duomo le messe sono concelebrate. Quindi non è che manchino i sacerdoti. Né la disponibilità, da parte di preti particolarmente sensibili ai desiderata dei fedeli, di poter celebrare le funzioni. Ad esempio agli Angeli dove c’è una canonica vuota, un campetto di gioco e i parrocchiani che desiderano andare a messa dove sono sempre andati. Niente. Resta tutto desolatamente vuoto per ordini superiori, quelli di accentrare le funzioni in un luogo. Ma i preti non mancano».
Laura Milano
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