Barbone chiama «barboni» gli agenti. Finisce a processo nel tribunale di Belluno

Non sono bastate le scuse, è stato denunciato per oltraggio: ha chiesto tempo e ha trovato i soldi per il risarcimento

BELLUNO. Dà dei «barboni» a due poliziotti. E ci aggiunge una parola che fa rima. Malgrado le sue indiscutibili difficoltà economiche, nel giro di un mese, l’uomo è riuscito a trovare i 300 euro necessari a risarcire la prefettura e i due poliziotti che l'avevano denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale. Cento euro a testa: non è un gran risarcimento, ma il giudice Coniglio l'ha ritenuto sufficiente, considerato che l’uomo viveva praticamente sulle panchine delle piazze cittadine. È stato difeso in questa causa da Giorgio Gasperin con il gratuito patrocinio.

L'intenzione dell'imputato era quella di risarcire la polizia facendo lavori di pubblica utilità, ma a suo tempo il tribunale non aveva potuto prendere in considerazione la sua richiesta. Ci voleva per forza un risarcimento in denaro, per quanto simbolico, ma che non poteva scattare subito perché questi soldi lui non li aveva in tasca.

Ha ottenuto un breve periodo per trovarli e giovedì è andato a fare i versamenti necessari. Ieri mattina Gasperin ha prodotto le ricevute e questo è bastato al giudice a dichiarare estinto il reato, dal momento che non era ancora stato aperto il dibattimento.

Quel 16 marzo di tre anni fa i due poliziotti si erano imbattuti nell’uomo che orinava all'aperto, in piazza dei Martiri, dove trascorreva gran parte delle sue giornate, spesso in compagnia di altre persone in difficoltà. Lo conoscevano ormai da tempo e si sono fermati anche per invitarlo a un atteggiamento meno spregiudicato. Per tutta risposta, l'uomo ha avuto una reazione scomposta, apostrofando gli agenti. Ha gridato loro "barboni" e gli è scappata anche un’altra parolaccia. E così quello che poteva essere un reato di atti contrari alla pubblica decenza è diventato oltraggio a pubblico ufficiale. Dopo il risarcimento, quest'ultimo reato è stato dichiarato estinto.

A sua tempo, l’imputato aveva chiesto scusa agli agenti, sia di persona che con una lettera, ma questo atteggiamento non era stato sufficiente a toglierlo dai guai. Attualmente sta partecipando a un percorso di riabilitazione al Sert, che dovrebbe aiutarlo a condurre una vita normale.

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