Premi ai professori, il caos è servito

Pochissimi gli istituti che hanno già definito i criteri di valutazione. I presidi: «Metodi condivisi per evitare lotte fratricide»

BELLUNO. «Questo aspetto della riforma avrà un effetto dirompente». C’è chi lo dice chiaramente e chi, invece, cerca di gettare acqua sul fuoco, facendo sapere che si cerca la massima condivisione. Ma per tutti i dirigenti scolastici è lampante che la valutazione dei docenti - imposta dalla riforma 107 della scuola - andrà a creare tensioni all’interno del corpo insegnante, rischiando di originare l’effetto contrario di quanto desiderato. In poche parole, coloro che, in base ai criteri che ogni singolo istituto è chiamato a definire, non sarannoritenuti meritevoli di incassare il premio in denaro, potranno decidere di fare il minimo indispensabile, senza darsi tanto da fare.

I rischi. È un rischio che i presidi si sentono di correre, anche perché - come anticipato da tutti - dal prossimo anno le regole potrebbero cambiare. Intanto, però, si contano sulle dita di una mano le scuole che hanno già definito i criteri per la valutazione degli insegnanti; la maggior parte sono ancora alla fase iniziale, cioè all’insediamento del comitato di valutazione (costituito da due rappresentanti dei genitori, tre docenti - votati in parte dal collegio docenti e in parte dal consiglio di istituto - e un membro esterno, che solitamente è un ex preside). Ma i tempi sono stretti, perché le premiazioni dovranno avvenire entro il 31 agosto.

In palio ci sono alcune centinaia di euro per ciascun docente, somma che varierà a seconda di quanti saranno i premiati. L’ammontare complessivo per ogni istituto va dai 20 ai 24 mila euro, a seconda del numero di insegnanti, studenti e di altri parametri stabiliti dalla norma.

Gli istituti comprensivi. Tra i pochi ad aver già stabilito i criteri di valutazione c’è l’istituto comprensivo 2 di Belluno, diretto dalla dirigente Bruna Codogno. «I criteri», precisa la preside, «si basano sull’autovalutazione del docente e su un elemento esterno: per l’infanzia e primaria è la segnalazione da parte dei colleghi, mentre per le medie ci siamo affidati al giudizio degli alunni, come si faceva già nel passato. Incrociando questi due dati, avremo il punteggio da assegnare ai vari insegnanti». Un meccanismo non proprio semplice «che mira non a creare classifiche, ma ad avviare una riflessione metacognitiva sul percorso professionale di ciascun insegnante, perché il nostro intento è di migliorare sempre più il lavoro svolto con gli studenti», precisa Bruna Codogno.

Per accedere al premio basterà compilare un questionario, già inviato via mail a tutti i docenti di ruolo. «Tale documento contiene una serie di domande», precisa la dirigente, «ognuna delle quali prevede quattro risposte: a queste sarà assegnato un punteggio. Chi avrà totalizzato il punteggio più alto avrà vinto: sarà lui il docente che ha lavorato meglio. È stato un percorso lungo e laborioso, ma condiviso con tutti i soggetti interessati».

Ma questo non è bastato per evitare tensioni interne. «Diversi professori mi hanno riferito di non voler prendere in considerazione il questionario, quindi non parteciperanno a questo percorso valutativo. Certo, nessuno può costringere i professori a fare domanda, ma lo scopo è quello di migliorare il proprio modo di lavorare», conclude Codogno.

Metodo quasi in dirittura d’arrivo per il Comprensivo 3 di Belluno: «I criteri saranno ancorati perlopiù alle competenze. Ma queste sono solo delle idee, che porteremo al vaglio del comitato di valutazione nei prossimi giorni», anticipa la vicaria del comprensivo, Anna Buttignon.

«Il nostro percorso valutativo sarà configurato come una domanda di accesso. Cercheremo di evitare lotte fratricide», conclude la dirigente Lucia Savina, del Comprensivo di Sedico.

Scuole superiori. La gran parte degli istituti sono in alto mare. Pochi quelli che sono arrivati alla definizione dei criteri di valutazione. Al liceo classico Tiziano e allo scientifico Galilei di Belluno, il dirigente Carmelo Correnti annuncia che ai primi di maggio inizierà a parlare dei criteri all’interno del comitato di valutazione: «Si tratta di premiare chi ha fatto qualcosa in più rispetto agli altri, sicuramente non mancheranno disagi e malumori».

Sul tema non esistono documenti o direttive ministeriali, con i presidi costretti ad agire in solitudine: «Non è un tema facilissimo e siamo all’anno zero. E poi non sappiamo nemmeno se e quando arriveranno i soldi previsti: posso solo dire che finora non li abbiamo visti», sottolinea il dirigente dell’istituto Catullo, Michele Sardo.

In grave ritardo diversi istituti superiori della provincia: dall’istituto alberghiero di Longarone all’Agrario Della Lucia di Feltre, dall’istituto Fermi di Pieve di Cadore al Polo Valboite. Ma il tempo a disposizione è poco.

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