La preghiera per papa Luciani

Nel giorno dell’anniversario il pensiero rivolto ai catechisti

CANALE D’AGORDO. Non è ancora santo, nemmeno beato, ma papa Luciani è stato pregato ieri pomeriggio, nella chiesa arcipretale di Canale d’Agordo, come il “patrono dei catechisti”. E a ragion veduta, come ha fatto intendere mons. Giorgio Lise, arcidiacono di Agordo, che ha presieduto la solenne concelebrazione con i sacerdoti delle valli, in occasione dell’anniversario della morte di Albino Luciani, il 28 settembre 1978, dopo soli 33 giorni di pontificato. «Luciani – ha ricordato Lise - ai suoi preti a Vittorio Veneto (1960) raccomandava: “Chi parla, a volte, dà l'impressione di uno che, imboccando un bambino, pretenda di ingozzarlo con mezza pagnotta alla volta. Non fa così una madre che prepara pezzettini ragionevoli e li condisce con sorrisi e incoraggiamenti”. Credo che questo possa essere raccomandato anche ai catechisti, proprio in quello spirito di “essere piccoli” per saper “accogliere i piccoli” di cui parla il Vangelo". Alla fine si tratta di trasmettere la fede».

Numerosi i catechisti che hanno partecipato alla celebrazione; provenivano da tutto l’arcidiaconato da Agordo. Commozione in chiesa al ricordo di un concittadino morto così improvvisamente ed inaspettatamente. E di cui, appunto, si attende la rapida conclusione del processo di beatificazione, iniziato ancora nel 2003.

Ricordando ancora la capacità di Luciani d’affascinare i bambini nel racconto catechistico, mons. Lise ha ammesso che: «La vita del catechista, a contatto con i suoi ragazzi, è fatta di alti e bassi, perché bisogna saper coniugare sapientemente l’amore con la serietà, la libertà con la disciplina, il silenzio con la parola, la pazienza con la severità: ecco, accogliere i bambini non è questione semplicemente di animo buono o di capacità di guidare un gruppo di ragazzi, ma è il segno inequivocabile di come noi concepiamo la vita e le relazioni. E il cammino che ci viene proposto – ha aggiunto, sulla scorta dell’insegnamento di Luciani - è quello di concepire la nostra vita come uno stare “vicino”, proprio come quel bambino che accetta di essere “vicino” (in mezzo a Gesù e agli Apostoli), diventando così esempio e modello per ciascuno di noi».

Anche ieri, a Canale d’Agordo, numerosi i devoti del papa del sorriso, provenienti pure dall’estero. Il sindaco Rinaldo De Rocco ha assicurato, a quanti l’hanno avvicinato, che per il prossimo anno sarà pronto il nuovo museo, che sorgerà nel palazzo vicino alla Chiesa. Nelle prossime settimane, infatti, si procederà alle gare per quanto riguarda l’arredo; lo stabile, infatti, è già pronto. Alla Fondazione Luciani, pertanto, ci si augura che grazie a questa novità possano riprendere i pellegrinaggi in misura più ampia. E che, magari, tra il prossimo anno ed il 2017 trovi conclusione anche il processo canonico con Luciani che sale agli onori degli altari.

Francesco Dal Mas

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