Port’Oria vince la Cernide, tra le polemiche

FELTRE. È stata l’aquila bifronte di Port’Oria ad agguantare il tamburo e la bandiera del trionfatore, svettando per ritmica e pulizia in entrambe le classifiche della Cernide, che si è disputata sabato in piazza Maggiore. Sicuramente hanno portato fortuna i tifosi della curva nord, un gruppetto di giovani appostati sul sagrato di san Rocco e san Sebastiano che armati di megafono, hanno intonato coretti, incitando il quartiere e anche qualcuno degli atleti. Risultato: Port'Oria sbanca, portandosi a casa tutte le gare, tranne la grande squadra che va al Castello (secondo Duomo, terzo Port'Oria, ultimo Santo Stefano).
Ma è proprio la classifica finale a scatenare le immancabili polemiche: il Duomo, arrivato ultimo nel singolo, terzo in coppia, grande squadra e musici e secondo nella piccola squadra, supera il Santo Stefano nella classifica combinata piazzandosi terzo per 34 punti (in tutto ne fa 7170). Santo Stefano, secondo in singolo doppio e musici, quarto in piccola e grande squadra, arriva ultimo con 7136 punti (secondo Castello con 7194, Port'Oria stravince con 7620).
Il capro espiatorio è il nuovo regolamento, riscritto in fretta e furia appositamente per l'ultima Cernide, in cui su privilegiano i lanci e non la pulizia, l'arrangiamento invece che la compresenza di più strumenti. Il testo ha mandato in confusione la stessa giuria di Noale (esterna al Palio). Tra le contestazioni di fine serata: non era stato segnato il perimetro di gara per lo sbandieratore singolo, ma alla fine i responsabili decidono di chiudere un occhio; una figurante indossava gli orecchini di perle, ma nel nuovo regolamento questo non è motivo di penalità; il singolista del Duomo ha tentato uno spettacolo con 4 e poi 5 bandiere, ma invece che premiare l'azzardo, la giuria lo penalizza per le troppe stese e i pochi lanci. Alla fine vince la diplomazia: giurati nuovi, regolamento nuovo e tante cose ancora da chiarire. Ma si sa, gli sgambetti sotto Palio sono all'ordine del giorno. C'è anche da dire però che per molti è la Cernide la sfida più importante dell'anno. E per certi versi lo è ancora più del Palio, perché sa accendere la vera competizione tra quartieri, quella dei giovani cresciuti a pane, cori e araldi.
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








