Un museo naturalistico nell’ex caserma

BELLUNO. Palazzo Fulcis, con i suoi 2 mila metri quadrati di superficie, diventerà un punto di riferimento non solo provinciale. A dirlo è Paolo Conte, il quale assicura che, una volta che tutte le collezioni avranno trovato collocazione nel nuovo palazzo, il museo potrà attirare visitatori anche da fuori provincia. «La necropoli longobarda recentemente scoperta ci collega al Friuli, a tutto il Nordest e ancora oltre», aggiunge il consigliere della Fondazione Cariverona, ente che ha messo a disposizione del Comune anche 350 mila euro per l’allestimento del Fulcis. «Ricordiamo che due tombe su sette, quella di un importante dignitario e di una donna, sono eccezionali. E il “famoso” calice è unico nel suo genere». Inoltre, sul totale dei beni contenuti dall’attuale Museo civico, solo il 45% è visibile. Al Fulcis si potrà raggiungere quota 85%, escludendo l’archeologia. E lo storico Museo che ora si trova in piazza del Duomo potrà diventare museo di deposito: «Pensiamo solo che a Padova ci sono decine di beni che riguardano Feltre e Belluno», continua Conte.
Per il Bembo si pensa a una parte dedicata a esposizioni temporanee e a un’altra con altre diverse destinazioni. Ma sul tavolo c’è anche l’ex caserma dei vigili del fuoco in piazza Piloni, su cui la Regione ha impegnato 400 mila euro. Il primo stralcio, che ha portato all’avvio del Centro Piero Rossi, è stato realizzato grazie a un protocollo di intesa tra Ente Parco, Soprintendenza e Comune di Belluno, oltre che grazie ai finanziamenti regionali. L’obiettivo è ora quello di realizzare un museo naturalistico. Cesare Lasen ha già donato la sua collezione alla Fondazione Cariverona, che si sta occupando della schedatura. «Il tutto potrà trovare collocazione nel nuovo museo, dove sarebbero anche da inserire le collezioni Catullo e Taramelli, solo per fare due nomi».
«Pensiamo anche a un collegamento con il giardino botanico del Nevegàl, che merita una valorizzazione», fa eco Massaro. «A Belluno sta sorgendo un grande progetto in cui tutti i palazzi saranno integrati tra di loro», commenta Fedon. Allargando lo sguardo a tutto la provincia di Belluno, dal 2003 al 2013 la Cariverona ha investito quasi 90 milioni di euro. «Un grande grazie e un plauso va alla Fondazione», evidenzia Massaro, «che ci ha permesso di portare avanti questi progetti».(m.r.)
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