Omaggio all’aquila restaurata di palazzo de’ Mezzan

FELTRE. La mano di Christine Lamoureux ha riportato all'antico splendore la maestosa aquila imperiale di palazzo de’ Mezzan. Sbandieratori e tamburini del quartiere Port'Oria che quell'aquila espongono su vessilli e divise, hanno reso omaggio all'opera restaurata che campeggia nel salone all'ingresso del palazzo. Il restauro rappresenta un altro pezzo di storia cittadina recuperata da Gabriele Turrin e dalla moglie Giuditta, i quali entrati nel palazzo nel 1993 hanno avviato il recupero di una serie di affreschi risalenti alla prima e alla seconda metà del Cinquecento, celati sotto malte e intonaci più recenti. Gli affreschi, compresa l'aquila, presentavano numerose picchiettature, ma il restauro li ha restituiti integri.
La delegazione di Port'Oria, guidata da Alfonso Sampieri, ha ringraziato per la possibilità di condividere la bellezza di un'opera d'arte che rappresenta i colori del quartiere e poco male se per ammirarlo i ragazzi hanno dovuto invadere il territorio di Santo Stefano: “È l'aquila imperiale più bella e maestosa che si trova in città», ha detto Sampieri, «venirle a rendere omaggio era il minimo che potessimo fare».©RIPRODUZIONE RISERVATA
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