La pala dell’Annunciazione finisce in prestito a Roma

SANTA GIUSTINA Si nota molto in questi giorni l’assenza della pala dell’Annunciazione nell’altare laterale della chiesa parrocchiale. Una pala molto cara ai fedeli e del valore della quale, forse,...

SANTA GIUSTINA

Si nota molto in questi giorni l’assenza della pala dell’Annunciazione nell’altare laterale della chiesa parrocchiale. Una pala molto cara ai fedeli e del valore della quale, forse, non si ha una reale idea. A far riscoprire l’importanza di questo pezzo pregiato ha sicuramente contribuito la richiesta arrivata da Roma di avere in prestito la pala per una mostra dedicata proprio al suo autore, Carlo Saraceni.

Il pittore, nato a Venezia nel 1579, ha lavorato anche per lunghi anni nella capitale, e dalle sue esperienze romane riportò a casa, negli ultimi anni, le influenze di Caravaggio e dei suoi giochi di luci.

L’Annunciazione di Santa Giustina fa parte proprio dell’ultimo periodo della sua produzione, e denota in modo evidente queste influenze nell’ambientazione in una stanza buia dove la luce irrompe insieme all’angelo. In realtà dicono gli esperti che nonostante l’opera sia datata 1621 e Saraceni sia morto l’anno precedente, il suo allievo Jean Le Clerc abbia solo completato l’opera, che era stata ormai quasi realizzata dal maestro.

La pala, in base alla storia locale, è stata portata a Santa Giustina dalla Confraternita dell’Annunciata, che aveva sede nella chiesetta, quella che per tutti oggi è “La scoletta”. Poi, agli inizi del ’900, è stata spostata nell’altare laterale della parrocchiale. La tela è stata prelevata qualche giorno fa da una ditta specializzata per il restauro in vista della sua esposizione a Palazzo Venezia a Roma dal 15 marzo al 17 maggio, accanto a tele che arrivano dai più celebri musei del mondo.

Anna Apollonia

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