Samorì Classical Collapse, a Capodimonte graffio sul barocco

(ANSA) - NAPOLI, 29 NOV - Riapertura nel segno del barocco contemporaneo per la sala Causa del Museo Bosco di Capodimonte che fino al 1 marzo 2026presenta Nicola Samorì- Classical Collapse, progetto congiunto con la Pinacoteca Ambrosiana di Milano. Sono quaranta le opere di Samorì (Forlì, 13 maggio 1977) alternate ai dipinti di autori quali Pontormo, Parmigianino, Ribera, El Greco presenti nella collezione del Museo napoletano, in un percorso tra memoria della materia e memoria dell'immagine. Si parte dai grigi chiarissimi che accolgono la Madonna del velo di Sebastiano del Piombo ma è il barocco napoletano il cuore pulsante dell'esposizione. La pelle - intesa come superficie pittorica e come metafora del corpo - è protagonista in opere che spaziano da Apollo e Marsia (nelle versioni di Jusepe de Ribera e di Luca Giordano) alla Lucrezia di Parmigianino, fino alla sconvolgente rilettura delle stesse, in reinterpretazioni che scorticano fisicamente la pelle della pittura, esponendone le viscere. "La grande mostra personale di Nicola Samorì, nelle due sedi di Napoli e Milano simbolicamente unisce il Meridione e il Settentrione dell'Italia. Le opere esposte propongono una serie di antinomie, invitando l'osservatore a meditare sull'essenza dell'arte visiva e al contempo sull'esistenza umana: dall'antitesi tra la materia e illusione, silenzio e ritmo, creazione e rovina, presenza e passato, assenza e futuro, corpo e spirito", dichiara il direttore di Capodimonte Eike Schmidt. I lavori nella sala Causa, un ambiente ipogeo di 600 mq realizzato nel 2006 sotto la corte Sud dell'edificio, e hanno riguardato la rifunzionalizzazione e quindi il restyling degli spazi architettonici con la creazione di maggiori aree espositive e di deposito delle opere; l'installazione di un nuovo lighting con lampade LED di ultima generazione controllate da remoto; l'installazione di nuovi impianti di condizionamento e riscaldamento con il monitoraggio termoigrometrico della sala; un nuovo sistema antincendio ed una nuova rete dati. Curatori di entrambe le esposizioni Demetrio Paparoni, Alberto Rocca (Direttore della Pinacoteca Ambrosiana.) ed Eike Schmidt. "In un tempo in cui la tradizione rischia di essere ridotta a superficie consolatoria o, all'opposto, rifiutata come forma obsoleta, Classical Collapse propone un'alternativa radicale: il patrimonio come campo di tensione, luogo di conflitto produttivo, spazio critico per l'allenamento dello sguardo" afferma Paparoni. (ANSA).
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