Al Museo della Moda di Napoli progetto contro la povertà educativa

(ANSA) - NAPOLI, 09 GIU - Offrire una risposta concreta e precoce al fenomeno della povertà educativa attraverso l'educazione alla bellezza e la conoscenza tattile. È lo spirito con cui nasce il progetto 'Il mare come artigianato', officina creativa ispirata all'omonimo libro di Bruno Munari che coinvolgerà bambini di 6 anni del quartiere di Soccavo. L'iniziativa avrà come location il Museo della Moda di Napoli ed è promossa dal Comune di Napoli, in collaborazione con la cooperativa L'Orsa maggiore ed è curata da Paola Maddaluno, con il contributo di Pasquale Ferraioli e Michele Iodice. L'azione si ispira all'esperienza didattica dei laboratori 'Giocare con l'arte' (1977), ideati da Bruno Munari insieme a Renato Eco, Metta Gislon, Coca Frigerio e Tonino Milite alla Pinacoteca di Brera. Successivamente al museo saranno esposti i tessuti nati dalle mani dei piccoli, per generare una possibile altra narrazione del quartiere. Il percorso didattico prende il via tra le sale del Museo con un primo incontro giocoso tra i bambini e l'alta moda attraverso l'osservazione guidata dell'esposizione 'Sarli': i partecipanti selezionano un dettaglio degli abiti in mostra per isolarne e analizzarne i colori secondo i principi del divisionismo, riportando poi su carta la propria personale visione dello sguardo. L'esplorazione prosegue unendo la manualità classica alle nuove tecnologie: i bambini sono chiamati a tracciare liberamente segni e forme sia su supporti cartacei tradizionali sia su tablet, affiancati in questo passaggio dal Senior Mentor Spatial designer della Apple Developer Academy, Francesco Perchiazzi. L'officina entra nel vivo della sua dimensione tattile ed espressiva con il focus sulla 'fantasia esatta' in cui i bambini scelgono, in totale libertà, dal punto di vista cromatico e materico, i filati pregiati donati da VIMAR1991 (azienda del gruppo Chanel), per elaborare una vera e propria cartella filati basata su una prospettiva lineare e tridimensionale. I partecipanti sperimentano così la differenziazione del colore lungo le scale dei chiari, dei caldi, dei saturi, dei brillanti e degli opachi, affinando il linguaggio e la capacità di classificare le proprie sensazioni. Il percorso si compie davanti al telaio dove, guidati da un tecnico specializzato, i bambini iniziano a "tessere il mare". (ANSA).
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