Nevegal, piano milionario della Regione ma ci vorranno due anni per realizzarlo

La Regione ha un piano per il Nevegal. Ha anche i soldi, 15 milioni di euro che aspettano solo di essere spesi, trovando il modo per farlo rispettando la normativa. Ci vorranno, però, almeno due anni per completare tutto l’iter e «vedere le ruspe in azione», dichiara il consigliere Franco Gidoni. Si tratta, quindi, di gestire un periodo transitorio, per traghettare il Nevegal verso un futuro di rilancio, viste le cifre in ballo. «È evidente che per il Nevegal serva un piano di più di dieci milioni», spiega Gidoni, «e infatti abbiamo un’idea a lungo termine alla quale stiamo lavorando».
I dettagli sono top secret, ma il piano dovrebbe trovare le sue fondamenta nelle indicazioni trasmesse dagli impiantisti delle Dolomiti alla Regione, dopo il sopralluogo fatto sul Colle a metà febbraio: una nuova cabinovia, impianti di innevamento tecnologicamente avanzati e un bacino da 100 mila mc di acqua per l’innevamento artificiale. Niente di nuovo, da anni si parla di queste necessità. Di nuovo c’è che qualcuno si sta adoperando per realizzarle.
Il Piano B
«Il progetto al quale stiamo lavorando ha tempi che non garantiscono l’apertura degli impianti per questa stagione invernale», precisa subito Gidoni. «Ci vorranno almeno un paio di anni. Ma il sindaco Massaro, che è a conoscenza di questo percorso perché ci siamo parlati anche due settimane fa, ha un piano B». Ovvero la società mista, con la partecipazione del Comune e di alcuni privati (magari alcuni soci della stessa Alpe) per portare avanti il Nevegal per un paio di inverni. «Bisogna gestire il transitorio, e questo spetta al Comune», aggiunge Gidoni. «Ma in ogni caso la Regione è a disposizione per dare una mano. L’ha fatto anche l’anno scorso, quando rischiava di saltare la stagione per poche migliaia di euro».
«i soldi ci sono»
«La nostra operazione nasce per dare stabilità al Nevegal», ribadisce Gidoni. Dunque non si configura come un intervento tampone, ma come un investimento consistente, in grado di rilanciare il Colle e la stazione sciistica. La Regione ha 15,5 milioni di euro, «recuperati in un fondo dormiente e accantonati con la finanziaria di fine anno», continua il consigliere regionale bellunese. «Ma anche la Regione è un ente pubblico e per legge non può fare l’imprenditore. Stiamo lavorando con i nostri avvocati per trovare la formula che ci consenta di finanziare il piano. I soldi ci sono».
Fra le righe Gidoni sembra quasi dire «Tenete duro» agli imprenditori che proprio mercoledì hanno palesato tutto il loro malessere dichiarando la volontà di «ritirarsi dal progetto di gestione impianti non condividendo le strategie messe sul tavolo».
Massaro: andiamo avanti
«Alla riunione di lunedì avevano detto di essere interessati a gestire gli impianti, a mettere 100 mila euro», commenta il sindaco, Jacopo Massaro. «In 48 ore hanno cambiato idea. Ne prendo atto, ma non fa parte della mentalità imprenditoriale l’idea di gettare la spugna, nè il fatto che siano altri a doversi assumere il rischio d’impresa. Non lo dico in polemica, è una presa d’atto che però non cambia nulla: noi andremo avanti, i piani restano quelli sul tavolo».
«C’è una proposta del Comune, con provviste economiche non indifferenti, e che ha risvegliato anche l’interesse di alcuni privati», continua il sindaco. «Se si hanno idee più grosse, da venti milioni, non saremo certo noi a metterci di traverso, ma bisogna che qualcuno le porti avanti. Nell’attesa di conoscere il piano della Regione andiamo avanti con il piano B». Ovvero tenere aperti gli impianti per due o tre anni, aspettando la Regione.
«Prendo atto di quello che hanno detto gli operatori», conclude, «ma noi andremo avanti ugualmente, perché il Nevegal non è solo loro. È un bene di tutta la città». —
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