«Anche borghi e frazioni sopra i 600 metri hanno i loro problemi»
Prealpi bellunesi fuori dalle zone destinate agli aiuti statali e Belluno Alpina non ci sta: «Anche questa è la montagna da tutelare». Continua la crociata dell’associazione contro i bandi e le iniziative a sostegno delle aree montane, considerate poco attente a quelle aree che ricadono nei centri maggiori. «Dopo i vari bandi per i borghi e per la rigenerazione urbana, adesso arriva il riconoscimento delle zone riconosciute per gli aiuti statali, che riconoscono agevolazioni per lo sviluppo economico dei Comuni che soffrono lo spopolamento, andando però ad ignorare le piccole frazioni del comprensorio alpino come Ronce, Nevegal, Valmorel, Signa, Stabie, Spert e gli altri», commenta il presidente Gimmy Dal Farra, «tra difficoltà di risorse e problemi di competenze, lo Stato crea una montagna di serie A e una di serie B». Per Dal Farra, le problematiche, quando si sale sopra i 600 metri di quota, accomunano tutti i territori, ma le periferie dei Comuni più grossi vengono ignorate dai sostegni nazionali: «I Comuni non hanno soldi e ai livelli superiori non sanno dell’esistenza di queste realtà. Serve ascoltare di più la popolazione e finanziare i progetti pronti e che possono dare ossigeno alla gente»
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